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Le tre tappe della Via

DALLA COSTRUZIONE DEL SÉ ALLA LIBERAZIONE
In Occidente la psicologia è la scienza della mente che, pur con diversi orientamenti, propone una mappa per rendere l’essere umano più sano e più felice. La cultura orientale, e in particolare il buddhismo, può considerarsi una scienza psicologica in quanto propone anch’essa una mappa che ha la finalità di rendere l’essere umano più sano e più felice e di liberarlo dalla sofferenza. In cosa si assomigliano e in cosa divergono queste mappe?
Sintetizzando un discorso complesso che merita ben altri approfondimenti, possiamo dire che:
– la psicologia occidentale mira a costruire un sé, come identità sana ed efficace;
– la psicologia buddhista cerca la liberazione definitiva dalla sofferenza esistenziale attraverso la disidentificazione della mente dal sé, o ego, per entrare in una dimensione che esplora i terreni liberati dall’“io-mio”, verso una condizione massima chiamata “illuminazione” che è stata sperimenta dal Buddha.
La prima è una psicologia della costruzione dell’io, la seconda, successiva, è la psicologia della liberazione dall’io. Riferendoci a quanto detto dal Buddha possiamo dire che, metaforicamente, la psicologia occidentale ci aiuta a stare comodi su questa sponda, ma è la psicologia buddhista che indica il modo per raggiungere l’altra sponda.
Nella mappa Deep Mindfulness si accolgono entrambe queste intenzioni delineando un percorso in tre tappe che vengono chiamate anche “i tre livelli della Deep Mindfulness” che portano alla pacificazione, alla consapevolezza e alla saggezza.
LA PACIFICAZIONE
generata dalla conoscenza di sé attraverso l’introspezione
La pacificazione avviene quando la nostra psiche è sostanzialmente equilibrata, in quanto ha risolto i conflitti di base che hanno radici nella storia dei primi anni di vita. Se le ferite o i conflitti interiori permangono, questi vulnus creano dei comportamenti disfunzionali più o meno gravi che agiscono in automatico e a volte contro la nostra stessa volontà.
E’ dovere di ogni praticante di Deep Mindfulness affrontare la propria storia personale; eventualmente, se non è in grado di fare un lavoro introspettivo serio, anche facendosi aiutare dalla psicoterapia
LA CONSAPEVOLEZZA
coltivata dalla meditazione
Con la pacificazione abbiamo finito di preparare la nostra mente al lungo viaggio che ci aspetta verso la saggezza: siamo sufficientemente attrezzati, stabili e forti per affrontare terreni impervi e sconosciuti: è la seconda tappa del nostro viaggio di crescita interiore che si avvia con la ricerca della consapevolezza per conoscere il nostro lato oscuro, per sostenere quello luminoso e liberarci dai condizionamenti che sono alla radice dell’idea che abbiamo di noi stessi, delle nostre opinioni, del modo in cui ci relazioniamo agli altri e al mondo.
LA SAGGEZZA
che deriva dal coltivare la dimensione transpersonale
Molti pensano che la saggezza sia una prerogativa di pochi grandi esseri, mentre invece è una qualità che tutti possiamo coltivare e ha il vantaggio che gli anni che passano ne favoriscono lo sviluppo. Nel mezzo del cammin di nostra vita possiamo iniziare a prepararci agli anni futuri mirando alla saggezza.
Nel buddhismo la saggezza è ciò a cui ogni essere umano dovrebbe mirare: lo stadio evolutivo massimo a cui può giungere; è una condizione che tutti possono e dovrebbero perseguire per migliorare la propria vita e per dedicarla agli altri. La saggezza non è una acquisizione ma il frutto del lasciar andare idee di sé, opinioni, pregiudizi, attaccamenti alle persone e alle cose.
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“Mirando all’obiettivo della liberazione il saggio abbandona l’oscurità e ha cara la luce; si lascia alle spalle la sicurezza meschina e cerca la libertà dall’attaccamento; il desiderio di libertà è cosa ardua e rara, ma il saggio continuerà a cercare, distaccandosi da tutto ciò che si frappone purificando la mente”. |
