La storia della Deep Mindfulness

MINDFULNESS COUNSELING

È a Pomaia, nella meravigliosa cornice dell’Istituto di Studi Buddhisti Lama Tzong Khapa, che nel 2005 nasceva la Mindfulness orientata al Dharma che si differenziava dalla Mindfulness MBSR per la riduzione dello stress. Queste due discipline avevano un fondamento comune, l’importanza di coltivare la presenza mentale, ma metodi e finalità differenti: la prima era una terapia che si riferiva a protocolli psicologici per aiutare a superare i momenti difficili, la seconda tracciava una via di crescita interiore e relazionale guidata dalla psicologia buddhista.

La Mindfulness Dharma oriented si sviluppò intorno alla Scuola di Counseling promossa dalla associazione Mindfulness Project la cui sede presso l’Istituto di Pomaia sanciva lo stretto legame con il Buddhismo tibetano; d’altro canto, l’ILTK riconosceva alla Mindfulness Project la validità del suo metodo laico come veicolo per diffondere i principi fondanti del Buddhismo attraverso la Mindfulness.
Tuttavia, questo rapporto privilegiato con il buddhismo tibetano non è mai stato esclusivo e non ha precluso alla Scuola Mindfulness Project di includere nel suo metodo elementi significativi della psicologia occidentale o di ispirarsi anche ad altre tradizioni buddhiste come il Theravada o Zen.
La Scuola Mindfulness Project è infatti una associazione aperta che non ha un unico referente; è nata nel 2003 dall’incontro tra ricercatori, psicologi, psicoterapeuti, formatori, counselor e insegnanti di buddhismo da anni impegnati nella ricerca di un’efficace “traduzione culturale” degli insegnamenti buddhisti, così da renderli maggiormente fruibili nella nostra realtà occidentale; anche attualmente è guidata da una equipe di professionisti aperti ai contributi delle persone, che via via si formano e vogliono partecipare attivamente al progetto.
LA MINDFULNESS DHARMA ORIENTED
C’è voluto del tempo prima che fosse chiara la necessità che la Mindfulness Dharma Oriented fosse meglio definita e differenziata, anni di sperimentazione pratica svolta nei tanti corsi di formazione da parte degli insegnanti che si riconoscevano nella Scuola Mindfulness Project che ne stava elaborando il metodo. Una lunga ricerca per trovare una sintesi fra psicologia occidentale e psicologia buddhista. Fu nel 2019, con il convegno “Il cuore della Mindfulness”, che vide a confronto le principali Scuole di Mindfulness con i loro diversi orientamenti, che nacque la necessità di definire la peculiarità della Mindfulness Dharma Oriented e di trovarle un nome specifico.
L’idea era di mettere a punto una Mindfulness che rappresentasse l’intera concezione della psicologia buddhista, compresa la dimensione transpersonale, coniugandola con la psicologia occidentale per sostenere la crescita interiore e spirituale delle persone.
Il nome Deep Mindfulness fu dunque trovato dopo un ampio dibattito e fu scelto per indicare l’intenzione di favorire quella “visione profonda” che è specifica della consapevolezza nell’ottica buddhista.
LA CONCHIGLIA
Fu scelto il simbolo della conchiglia che, nella iconografia classica, rappresenta “l’insegnamento del Dharma, che si espande indifferentemente in ogni direzione” e per indicare quale sia il modo di interpretare la pratica interiore intercettando i punti cardine del Dharma buddhista basato sulle Quattro Nobili Verità: la sofferenza, le cause della sofferenza, la cessazione della sofferenza e l’ottuplice sentiero.
Il logo Deep Mindfulness è stato registrato per qualificare la formazione degli insegnanti e dei loro corsi in quanto la certezza di un metodo è necessaria per tutelare l’autenticità della sua applicazione.
FRA PRATICA ED ESPERIENZA
Deep Mindfulness è una teoria ma anche una pratica esperienziale. Tuttavia, non è un caso che la Deep Mindfulness abbia un nome e un metodo applicato in decine di corsi proposti in questi anni, ma non abbia una teoria ufficiale; ciò deriva dallo stretto legame fra il metodo e l’esperienza personale quale elemento fondante di questa disciplina; non è quindi possibile scrivere una teoria astratta dalla sua applicazione pratica. D’altra parte, proprio per questa sua caratteristica esperienziale non vi può esistere una definizione univoca della Deep Mindfulness al di là della sua chiara direzione verso la liberazione della mente tracciata dal sentiero buddhista. La sua definizione si costruisce piuttosto attraverso l’esperienza dei singoli insegnanti che la praticano.
In questi anni, ogni insegnante ha cercato la sua strada Deep Mindfulness integrando co-conduzioni, altre formazioni e contaminazioni con differenti discipline. Sono proprio questa complessità e questa ricchezza a definire sempre più precisamente la Deep Mindfulness, che diventa l’applicazione concreta dei principi buddhisti della interdipendenza e della mancanza di esistenza intrinseca della realtà: come tutti i fenomeni anche la Deep Mindfulness appare alla consapevolezza di chi la insegna come un flusso in continua evoluzione.
